Classificazione rifiuti

La classificazione dei rifiuti.

Sima Servizi srl è un’azienda specializzata nella classificazione dei rifiuti. Opera ad Ancona e provincia, nelle Marche e in tutt’Italia.

La classificazione dei rifiuti, attraverso l’attribuzione dei codici CER, è un’attività molto complessa e richiede personale tecnico molto esperto al fine di non incorrere in errori e sanzioni.

Il primo passo da compiere per una corretta gestione dei rifiuti è rappresentato dalla loro esatta classificazione, incasellando il rifiuto nella categoria dei rifiuti urbani o in quella dei rifiuti speciali, onere che incombe in capo al produttore dei rifiuti e dal cui esito discende la loro gestione, secondo modalità che ne comportano il trattamento o lo smaltimento in determinati impianti piuttosto che in altri, con costi differenti a seconda delle differenti destinazioni.

Si pensi, infatti, che il caso più frequente di gestione illecita dei rifiuti è costituito proprio dal classificare artatamente una sostanza, attribuendole una codifica non corretta, che, alla fine, porti a individuare, ad esempio, un rifiuto come speciale “non pericoloso” laddove lo stesso sia, invece, pericoloso.

Classificazione dei rifiuti: rifiuti urbani, rifiuti speciali, rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.

La classificazione dei rifiuti è, dunque, un passaggio indispensabile e fondamentale i cui effetti si ripercuotono su tutte le fasi successive della gestione dei rifiuti, ivi compresi gli adempimenti amministrativi che devono essere espletati in tema di contabilità e tracciabilità dei rifiuti (registri di carico/scarico, formulari, MUD).

Sotto tale profilo, la classificazione dei rifiuti (urbani o speciali, e poi pericolosi o non pericolosi) dipende innanzitutto da come i rifiuti vengono individuati e descritti tramite gli appositi codici dell’Elenco europeo dei rifiuti (Eer): l’attribuzione del codice è anche presupposto e condizione per la classificazione.

Per assegnare ad un rifiuto il corretto codice (il c.d. CER), il produttore del rifiuto deve rispettare la procedura descritta a livello comunitario dalla Dec. n. 2000/532/CE e individuare rifiuto e corrispondente CER nell’elenco riportato nell’Allegato a tale decisione, a sua volta riportato dall’Allegato D alla Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006.

Dopo le modifiche apportate dalla Dec. n. 2014/955/UE, appare consigliabile fare direttamente riferimento alla versione consolidata della Dec. n. 2000/532/CE, come si dirà tra poco.

Orbene, il TUA, come in precedenza il “decreto Ronchi”, dedica una norma apposita alla classificazione dei rifiuti, norma che ha subito dei “ritocchi” rispetto alla versione originaria del 2006, sia da parte del D.Lgs. n. 4/2008, sia da parte del D.Lgs. n. 205/2010 (che, in particolare, ha introdotto delle rilevanti precisazioni in materia di rifiuti pericolosi).

Si tratta dell’art. 184 del D.Lgs. n. 152/2006 il quale classifica i rifiuti secondo:

  • l’origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali
  • le caratteristiche pericolosità, in rifiuti pericolosi e non pericolosi.